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sabato 8 aprile 2017

TRATAKA per migliorare la concentrazione

La parola Trataka significa "guardare fisso" ed è una tecnica di meditazione e purificazione degli occhi. La pratica implica il guardare un punto fisso, di solito una candela o un mandala, senza sbattere le palpebre.
La capacità di fissare volontariamente lo sguardo sviluppa le nostre facoltà di attenzione e di concentrazione e permette di vincere le nostre distrazioni e di dominare la nostra timidezza, emotività e la difficoltà a concentrarsi.
La pratica consiste nell'osservare la fiamma di una candela posizionata all'altezza degli occhi allo scopo di focalizzare la mente rendendola stabile e unidirezionale.




Come praticare Trataka con l'ausilio di una candela:

  • Siediti su un cuscino o su una sedia mantenendo la schiena dritta ma senza irrigidirti.
  • Posiziona una candela accesa a 40-60 cm dagli occhi su un tavolo o uno sgabello cercando di posizionarla esattamente all'altezza degli occhi. 
  • Fissa la fiamma della candela cercando di non sbattere le palpebre, se gli occhi bruciano e si riempiono di lacrime non preoccuparti e se ce la fai prova a resistere. Con la pratica la resistenza degli occhi aumenterà sempre di più e sbatterai le palpebre sempre di meno.
  • Con il passare del tempo ti sentirai un tutt'uno con la fiamma e sarai concentrata solo su di essa senza distrarti. 
  • Quando gli occhi si stancano chiudili dolcemente e cerca di visualizzare l'immagine della fiamma che brucia; quando l'immagine scompare e gli occhi si sono riposati prova a riaprirli e ricomincia l'esercizio fissando di nuovo la fiamma.  


Il tempo di pratica ideale e 15 minuti ma se non hai tutto questo tempo a disposizione vanno bene anche 5 minuti 😉

Benefici:

  • migliora la concentrazione
  • calma la mente
  • stimola e attiva il terzo occhio (Ajna chakra) aumentando saggezza e intuizione
  • cura i disturbi degli occhi, ed attraverso la secrezione delle lacrime si effettua un lavaggio dei canali
  • rilassa i muscoli facciali 
  • migliora il sistema visivo rinforzando i muscoli che circondano gli occhi
  • rimuove l'insonnia 
  • migliora la memoria
  • migliora la stabilità mentale e nervosa
  • aiuta a sviluppare la forza di volontà
La purificazione degli occhi secondo l'Hatha yoga allontana la pigrizia e dona la "chiara visione"



N.B. non praticare Trataka mentre indossi le lenti a contatto.

Fammi se provi questa tecnica e se ti aiuta a migliorare la concentrazione 😊
Buona pratica e Namastè 🙏
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domenica 12 marzo 2017

Mandala e meditazione

Esistono tantissime tecniche di rilassamento, per contrastare stress e ansia, e colorare e/o disegnare un mandala è sicuramente una delle più semplici ed efficaci.
Il termine mandala può essere tradotto sia come cerchio-circonferenza sia come palazzo oppure, dal sanscrito, letteralmente "essenza" (manda) + possedere o contenere (la).
Nel Buddismo tibetano il mandala raffigura un tempio immaginario che viene completato durante la meditazione. La costruzione del mandala avviene con il rito di iniziazione chiamato Kalachakra, che significa letteralmente "la ruota del tempo", ed inizia sempre dal centro, versando le sabbie colorate attraverso particolari strumenti cavi chiamati chakpu.
Dopo aver assistito alla sua costruzione, il discepolo viene invitato a "entrare" nel mandala, immaginandosi piccolissimo mentre percorre le strade disegnate, supera gli stati di meditazione previsti per entrare nel tempio dove riceverà gli insegnamenti delle divinità che vi risiedono e che rappresentano i vari aspetti del Buddha. Quando la decorazione è terminata il mandala viene disfatto e le sabbie raccolte in un'urna poi versata nel corso d'acqua più vicino in modo che le acque possano portare la benedizione a tutto il mondo.


I simboli rappresentati nei mandala tibetani sono sia una rappresentazione del cosmo sia una mappa per entrare ed uscire a piacimento dall'inconscio. Le varietà di mandala sono divisi in quattro tipi: esterni di cui uno creato con l'ausilio di polveri colorate e l'altro dipinto su tessuto, mentali (visualizzati durante la meditazione) e mandala costruiti dall'energia all'interno del corpo umano ovvero i chakra.
Possiamo trovare anche in Occidente dei simboli e delle figure geometriche che sono molto vicine ai mandala ad esempio nell'arte rituale dei Nativi americani, nei nodi celtici ma anche i rosoni delle chiese e i labirinti.
I mandala sono stati per anni oggetto di studio dello psicanalista Carl Gustav Jung, che ha introdotto il mandala nella psicologia contemporanea in seguito ad una sua stessa ricerca interiore. Fu studiandoli che capì che i mandala potevano avere un profondo significato anche per gli occidentali, e che la loro importanza derivava dall'essere un simbolo del Sé.
Secondo i suoi studi, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore.
Il mandala è la rappresentazione di un viaggio e può essere paragonato ad una danza sacra in cui occorre essere sempre presenti a se stessi: ESSERCI QUI E ORA.
Nel percorso verso la meditazione, l'obbiettivo è imparare ad arrestare il flusso dei pensieri che è nutrito continuamente da desideri, ricordi, dolori, ambizioni, preoccupazioni.
Raggiungere lo stato meditativo è la meta di un lungo percorso di autocoscienza, di autoanalisi, di autorealizzazione. Il mandala, se utilizzato come supporto per la meditazione, svolge un compito fondamentale: preserva dalle distrazioni e funziona come difesa dalle tentazioni mentali. Quando si colora o si disegna un mandala si focalizza l'attenzione sulle immagini e sui colori, arrestando il flusso continuo dei pensieri. Questa azione equilibratrice dipende, essenzialmente, proprio dalla forma del cerchio del mandala e dal suo centro, dalla simmetria che ne deriva e che genera in noi una percezione di ordine e armonia: le diverse forme dentro il cerchio, infatti, rimandano tutte ad un nucleo centrale che stabilizza e che dà un centro all'intera personalità.

Come rilassarsi colorando un mandala

  • procurati l'occorrente necessario: scegli un mandala da colorare che ti piace e ti ispira (si trovano anche in internet) e i tipi di colori che vuoi utilizzare. 
  • dedicati almeno 30 minuti per colorare il tuo mandala, trova un luogo tranquillo, spegni tv e cellulare, allontana qualsiasi tipo di distrazione, se preferisci puoi accendere degli incensi e delle candele per creare un'atmosfera tranquilla e rilassata. 
  • prima di cominciare prenditi qualche minuto per concentrarti prima sulla respirazione e poi sul mandala, una volta che ti senti abbastanza rilassato inizia a colorare il tuo mandala senza pensare troppo ai colori da usare e agli abbinamenti, sceglili in modo istintivo e totalmente libero.
  • concentrati solo sul disegno e se vedi che la tua mente inizia a vagare cerca di riportare l'attenzione al momento presente e al tuo mandala.
  • quando hai finito di colorare il mandala concediti qualche minuto per osservare i colori che hai usato e per ripensare alle sensazione provate o dove ti ha portato mentre lo coloravi.  
    

 Colorare i mandala è divertente e rilassante sia per gli adulti che per i bambini; i benefici che regala questa attività sono innumerevoli:
- favorisce il rilassamento
- calma la mente
- diminuisce le tensioni muscolari
- riduce i livelli di ansia
- sviluppa la capacità di concentrazione
- migliora la creatività
- crea soddisfazione e infondere un senso di piacere e appagamento




Buona meditazione e buon divertimento con i mandala :)
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sabato 28 gennaio 2017

Il Saluto al Sole

Il Saluto al Sole o Surya Namaskara è forse una delle pratiche più conosciute dello yoga e consiste in una sequenza ciclica di asana (posizioni) da eseguire assieme al respiro. L'ideale sarebbe eseguire questa pratica al mattino, durante il sorgere del sole, per poter sfruttare meglio l'energia solare presente in quel momento, ma ovviamente è efficace anche praticata a qualsiasi ora del giorno e della sera.
Esistono diverse versioni del saluto al sole che cambiano a seconda delle scuole di yoga e dello stile, ma quella che esaminerò oggi è la versione più conosciuta e praticata durante le lezioni di Hatha yoga.
La variante "classica" del saluto al sole è formata da 12 posizioni che costituiscono un riscaldamento completo da fare prima di qualsiasi attività sportiva poiché energizzano il corpo e rilassano la mente. Non esiste una velocità precisa per eseguire le diverse posizioni ma il consiglio che vi do, specialmente se siete alle prime armi, è di eseguire ogni asana in maniera lenta e fluida controllando la respirazione e cercando di legare le diverse posizioni evitando di rendere i movimenti troppo meccanici.
I benefici di questa pratica millenaria sono molteplici:
  • migliora la flessibilità
  • rafforza il corpo 
  • tonifica la muscolatura
  • lubrifica le articolazioni 
  • favorisce la digestione
  • migliora postura ed equilibrio
  • migliora la circolazione sanguigna
  • aiuta a perdere peso
  • migliora la concentrazione
  • favorisce i movimenti intestinali
  • elimina l'insonnia 
  • regolarizza l'attività cardiaca
  • aiuta il corpo a disintossicarsi
Per iniziare a godere di questi benefici il mio consiglio è quello di ritagliarsi ogni giorno almeno 10-15 minuti da dedicargli in maniera consapevole; ma andiamo ad analizzare step by step le 12 posizioni:

1. Tadasana (posizione della montagna): 
come una montagna sentiti ben radicato a terra e nello stesso tempo proiettato verso il cielo 


2. Hasta uttanasana:
Inspiro  
allungati verso l'alto stendendo bene i gomiti e unendo i palmi delle mani;
foto 2 - variante avanzata con l'inarcamento della schiena

3. Uttanasana:
Espiro 
foto 1 versione semplice
foto 2  versione completa con le gambe stese

4. Anjaneyasana o ashwa sanchalasana (posizione equestre):
Inspiro
foto 1 - versione semplice
foto 2 - versione completa con il bacino che spinge in avanti, il busto si allunga verso l'alto e i palmi delle mani sono uniti


5. Posizione dell'asse o quadrupedia:
Espiro
questa è una posizione di transizione per poter arrivare ad ashtanga namaskar



6. Ashtanga namaskar (posizione degli 8 punti):
Espiro
in questa posizione toccano terra solo mento, mani, petto, ginocchia e piedi


7. Bhujanghasana (posizione del cobra):
Inspiro
cerca di lasciare il bacino a contatto con il pavimento mentre inarchi la schiena e apri bene il petto


8. Adho mukha svanasana (cane con la testa in giù):
Espiro
foto 1 - versione semplice con le gambe piegate
foto 2 - versione completa con le gambe stese



9.  Anjaneyasana
Inspiro
10.  Uttanasana
Espiro
11. Hasta uttanasana
Inspiro
12. Tadasana
Espiro

Una serie completa è costituita da due fasi di 12 posizioni, poiché la prima volta dovrete portare avanti la gamba destra per eseguire anjaneyasana e durante la seconda fase invece porterete avanti la gamba sinistra. Ecco uno schema riassuntivo:
fonte foto: greenme.it

Sulla mia pagina fb Italian yogini potrai usare come guida anche il video dedicato al saluto al sole.

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Buona pratica
Namaste 

"Pratica yoga, cambia il tuo mondo" (Kino MacGregor)


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martedì 24 gennaio 2017

Gli 8 passi dello yoga

Namaste yogi /yogini, abbiamo visto, nel post precedente, quale sia lo scopo dello yoga e come questa disciplina sia molto più profonda e antica di una semplice ginnastica. Praticare yoga non si limita "solamente" all'esecuzione di asana (posizioni), tecniche di meditazione o respirazione ma è un vero e proprio stile di vita.
Patanjali grazie ai suoi aforismi sullo yoga (Yoga Sutra) ci aiuta a capire quale sia il giusto cammino che ogni yogi deve intraprendere per raggiungere l'unione di corpo-mente e spirito, spiegando che, per raggiungere l'unione dobbiamo attraversare 8 stadi (ashtanga) fondamentali. I primi due (yama e nyama) sono dei veri e propri principi morali che ci ricordano un po' i "dieci comandamenti" e sono così suddivisi:
 YAMA (comportamento verso gli altri):
  • Ahimsa - non violenza 
negli atti e nelle parole sia verso gli altri che verso se stessi
  • Satya - sincerità
indica sia la sincerità che l'uso benevolo della parola
  • Asteya - non rubare 
non prendere nulla che non ci appartiene
  • Bramacarya - astinenza 
non inteso come osservare la castità bensì gestire l'energia sessuale in maniera consapevole, senza disperderla seguendo solo gli istinti
  • Aparigraha - moderazione 
non attaccamento alle cose materiali

 NYAMA (comportamento verso se stessi):
  • Sauca - pulizia
non solo pulizia del corpo ma anche nel cuore
  • Santosa - contentezza 
essere felici di ciò che si ha, impegnandosi comunque a migliorare le proprie condizioni di vita e soprattutto cercando di vivere davvero nel momento presente
  • Tapas - autodisciplina
sia nel corpo che negli impulsi interiori
  • Svadhyaya - studio
sudio del sé e autoconsapevolezza
  • Isvara - abbandono al Signore  
accettazione dell'identità suprema universale

Gli stadi successivi sono:
 ASANA (posizione): posizione fisica o postura che dona fermezza, salute e leggerezza nel corpo;

 PRANAYAMA (controllo del prana): controllo dell'energia vitale ovvero il prana tramite delle tecniche di respirazione;

PRATYAHARA (dominio dei sensi): ritiro dei sensi dall'attaccamento degli oggetti esterni;

 DHARANA (dominio della mente): concentrazione intesa come fissare la coscienza su qualcosa;

 DHYANA (meditazione): contemplazione profonda su un oggetto o sul vuoto allontanando ogni altro pensiero;

 SAMADHI (stato di unità): l'anima individuale e quella universale si uniscono coincidendo completamente.



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sabato 21 gennaio 2017

Cos'è lo yoga?

Cos'è lo yoga? Nonostante questa disciplina si stia diffondendo sempre di più in Occidente, in molti, ancora, hanno un'idea sbagliata dello yoga. Alcuni pensano che sia solo ginnastica, altri che sia una religione e altri ancora che per praticarlo "basti" stare seduti a gambe incrociate con gli occhi chiusi e cantare ad alta voce oooom per un'ora! Ma cerchiamo di capire meglio cos'è andando in profondità e senza cadere nei soliti stereotipi occidentali.
 La parola yoga deriva dal sanscrito yuj e significa unire; ma unire cosa? Corpo, mente e spirito. Già dall'etimologia del termine capiamo come questa disciplina sia molto più di una semplice ginnastica. Le prime testimonianze dello yoga risalgono al 5.000 a.C. in India, grazie ai ritrovamenti di monete e tavolette, di quel periodo, raffiguranti alcuni asana (posizioni) mentre le prime prove scritte possono essere trovate negli Upanisad (scritture vediche che esplorano la natura dell'anima) risalenti al 3.000 a.C..
 L'opera per eccellenza definita anche come la "bibbia" dello yoga sono gli Yoga Sutra di Patanjali (500 a.C.), dei veri e propri aforismi sullo yoga in cui Patanjali indica il cammino dello yogi in 8 passi per arrivare alla liberazione e allo scopo ultimo dello yoga: "Yoga Chitta Vritti Nirodha" ovvero lo yoga quieta (nirodha) i vortici (vritti) della mente (chitta).
Ma come si arriva a fermare i vortici della mente? Le vie in realtà sono diverse ma una di quelle indicate dallo yoga moderno è sicuramente la via del corpo e della respirazione consapevole. Solo dopo aver disciplinato il corpo (attraverso gli asana) e il respiro (pranayama) si potrà disciplinare la mente che, nello yoga viene descritta come una scimmia impazzita che salta da un ramo all'altro.
Prossimamente approfondirò anche il tema del cammino dello yoga ma spero di avervi chiarito un po' le idee riguardo cosa sia o non sia lo yoga.
Namaste

"Lo yoga è il più grande dono dell'India al mondo" (Shri T. Krishnamacharya)

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